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Friday, June 13, 2014

Post produzione e riproduzione

Fonte: Flickr Photo by: velo_city

A differenza della musica classicamente intesa, la musica elettronica dopo essere stata composta necessita di ulteriori trattamenti.

Dopo la produzione della musica elettronica, ossia una volta creato il disco con – per esempio - Ableton, è necessario un intervento di post produzione: il disco viene quindi mandato in studio per il mastering. Il mastering è il processo fondamentale per creare il master di un album musicale partendo dalle tracce ottenute dopo il missaggio. Il master è quindi la copia dalla quale verranno stampate tutte le altre.

Il Mastering ha lo scopo di amalgamare i brani presenti su un album decidendone la scaletta, le pause tra i brani e uniformandone i volumi, la risposta in frequenza e l'immagine stereofonica e poi serve per ottimizzare la resa sonora dei brani rispetto al supporto su cui verrà stampato l'album (cd, DVD, vinile o altro) facendo sì che il disco riesca a suonare al meglio su qualsiasi supporto venga riprodotto. Una volta subito questo processo il disco è pronto per essere riprodotto, tramite giradischi oppure cdj, come spiegato nel mio precedente articolo.

Fonte: Flickr Photo by: Luke the look

Il lavoro del dj da questo punto in poi sta nel mettere alla stessa velocità i brani (in genere ai 128 bpm). Inoltre è possibile utilizzare altre funzioni come per esempio il loop che prende una regione del disco e la ripete, cosa che non si potrebbe fare con i vinili senza timecod.

Un altro strumento molto importante per il dj sono le cuffie: questo strumento è fondamentale infatti permette di eseguire il preascolto del brano per poterlo mettere a tempo con il brano successivo mentre il pubblico sta ascoltando il master, ossia il brano in esecuzione. E con questo articolo si può dire concluso il ciclo produttivo della musica elettronica.

Elena Masia
Il lato tecnico
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L’articolo è stato scritto interamente da me sulla base delle conoscenze acquisite da Andrea Serramoglia e Paolo Macrì che svolgono l’attività di dj nel paese in cui vivo.

Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Tuesday, May 20, 2014

DEADMAU5, l'attuale produttore musicale maggiormente degno di nota

Foto by Drew "Rukes" Ressler on Flickr

Deadmau5, (pronuncia Dead Mouse, tradotto “topo morto”), è lo pseudonimo di Joel Thomas Zimmerman, disc jockey e produttore discografico canadese, classe 1981.


Joel conosciuto sotto il nome di Deadmau5 deve il suo soprannome a un evento poco piacevole: mentre stava cambiando la scheda video del suo computer scopre che all’interno si trovava un topo morto, da qui l’idea di scegliere questo pseudonimo così particolare. Di presenza anche particolare nei suoi numerosi eventi, infatti indossa la "Mau5head", una sorta di maschera gigante che raffigura la testa di un topo, solitamente di colore rosso o blu.

Da programmatore informatico decide di dedicarsi totalmente alla musica, e tra il 1998-2002 raccoglie una serie di canzoni che pubblica con il nome di Project 56, proprio perché contenente 56 tracce di breve durata (1-2 min).
Possiede una propria etichetta discografica: la Mautrap Records.
Non ama definirsi Dj in quanto crede sia ormai una parola vuota, che vede sostituita con quella del produttore in quanto, secondo lui, la bravura in questo campo si misura nello studio e nelle produzioni di canzoni che piacciano prima a chi le compone e poi a chi le ascolta, (forte critica ai siti di massa e alla musica commerciale).



Foto by TonyFelgueiras on Flick

“There are no CDs involved. It’s a technological orgy up there and I try and keep it more my music than anyone else’s. If people come out to see deadmau5 I want them to hear deadmau5 music.”

Traduzione: "Non ci sono CD di mezzo. E' un'orgia tecnologica là fuori e io tento e mantengo la mia musica se stessa più di chiunque altro. Se la gente viene per vedere Deadmau5, voglio che senta Deadmau5"

Il suo stile musicale è facilmente riconoscibile ma difficilmente si inserisce in un genere specifico: lo stesso Joel non sa dare ad esso una definizione più precisa di "musica elettronica, in mancanza di un nome migliore" (in inglese "for lack of a better name", da qui il nome del suo album del 2009). Il suo primo vero album di debutto viene lanciato nel 2005 con il titolo di Get Scraped, poi pubblica in successione gli album Vexillology, Random Album Title, For Lack of a Better Name , 4x4=12 e Album Title Goes Here.

Negli ultimi anni i riconoscimenti sono stati numerosi, il più importante: "Producer of 2007", assegnato dalla rivista DJ Mag, e "deejay/producer/remixer of the year 2008", del portale Beatport; è giunto alla quarta posizione della classifica Top 100 DJs della rivista DJ Mag nel 2010 e nel 2011. Dal 2008 al 2010 è stato eletto "Best Electro House Artist" e "Best Progressive House Artist". Per la festa di chiusura della WMC (Winter Music Conference) del 2010, si sono svolti gli IDMA (International Dance Music Awards), celebrazione nella quale Deadmau5 si è aggiudicato 3 diversi premi: Best Electro Track (Ghosts 'N' Stuff), Best American DJ e Best Artist (Solo).


Deadmau5 è supportato da moltissimi Dj internazionali, in particolare Tiësto e Armin van Buuren lo definiscono l’attuale produttore maggiormente degno di nota. Agli IDMA del 2011 ha vinto i seguenti premi: "Best Dubstep/DnB/Jungle Track", "Best American DJ (North America)" e "Best Artist (Solo)". Un artista promettente e sempre attivo.

Nel frattempo qui trovate il link della sua nuova App per I-phone: 
Deadmau5 Live

Foto by Official Site


Enjoy!


Debora Del Vecchio
Il lato Social
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Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Il dj producer e la produzione della musica elettronica

Come in ogni tipo di musica, il momento più importante è quello della produzione.

Mentre i musicisti tradizionali utilizzano strumenti musicali, nel campo della musica elettronica esistono diverse strade: quella analogica e quella digitale. Per quanto riguarda la produzione attraverso strumenti analogici, i dj producer utilizzano i sintetizzatori, ossia strumenti e tastiere che producono il suono, che viene poi inserito nei vari programmi per la composizione.
Negli ultimi anni però i dj si sono rivolti sempre di più agli strumenti virtuali detti VST, Virtual Studio Technology. Si tratta di uno standard di plugin musicali creato da Steinberg, ideato per creare suoni in modo virtuale. Nasce nel 1997 ed ha successo fin dall'inizio grazie alla semplicità di realizzazione di plugin e alla presenza di un kit di sviluppo software reso pubblico gratuitamente.

Foto by ldandersen on Flickr
La diffusione dei Virtual Studio Technology fu una vera e propria rivoluzione nel campo musicale, infliggendo un duro colpo al mercato dell'hardware musicale. Alcuni produttori di strumenti e dispositivi musicali reali però, anziché soccombere, hanno collaborato con l’informatizzazione musicale. Sia con i sintetizzatori sia con questi strumenti virtuali si creano quindi i veri e propri suoni che andranno poi inseriti nei programmi adibiti alla composizione: i più utilizzati sono Ableton, Logic (Apple), Cubase e Reason. Il programma più utilizzato è Ableton. Questo software è relativamente semplice da utilizzare: ci sono due schermate, di cui la prima in cui si inseriscono le diverse sezioni per percussioni, basso e melodia, e il beat, ossia il ritmo, mentre nella seconda si crea l’arrangiamento, ossia “l’ordine” con il quale vengono inseriti i suoni. 

Foto by  Robert Gourley on Flickr
Quando si parla di produzione, entra in gioco il dj producer, ossia un dj che produce la propria musica che verrà riprodotta da lui stesso o da altri. È importante fare questa distinzione poiché non tutti i dj svolgono questo compito.

In conclusione, la produzione di musica elettronica può tranquillamente essere paragonata a quella della musica normalmente intesa; si tratta di una composizione artistica, e dunque anche i dj producer possono essere definiti veri e propri artisti musicali, anche se moderni.

Elena Masia
Il lato tecnico
S195086

Fonti


Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)