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Tuesday, May 20, 2014

DEADMAU5, l'attuale produttore musicale maggiormente degno di nota

Foto by Drew "Rukes" Ressler on Flickr

Deadmau5, (pronuncia Dead Mouse, tradotto “topo morto”), è lo pseudonimo di Joel Thomas Zimmerman, disc jockey e produttore discografico canadese, classe 1981.


Joel conosciuto sotto il nome di Deadmau5 deve il suo soprannome a un evento poco piacevole: mentre stava cambiando la scheda video del suo computer scopre che all’interno si trovava un topo morto, da qui l’idea di scegliere questo pseudonimo così particolare. Di presenza anche particolare nei suoi numerosi eventi, infatti indossa la "Mau5head", una sorta di maschera gigante che raffigura la testa di un topo, solitamente di colore rosso o blu.

Da programmatore informatico decide di dedicarsi totalmente alla musica, e tra il 1998-2002 raccoglie una serie di canzoni che pubblica con il nome di Project 56, proprio perché contenente 56 tracce di breve durata (1-2 min).
Possiede una propria etichetta discografica: la Mautrap Records.
Non ama definirsi Dj in quanto crede sia ormai una parola vuota, che vede sostituita con quella del produttore in quanto, secondo lui, la bravura in questo campo si misura nello studio e nelle produzioni di canzoni che piacciano prima a chi le compone e poi a chi le ascolta, (forte critica ai siti di massa e alla musica commerciale).



Foto by TonyFelgueiras on Flick

“There are no CDs involved. It’s a technological orgy up there and I try and keep it more my music than anyone else’s. If people come out to see deadmau5 I want them to hear deadmau5 music.”

Traduzione: "Non ci sono CD di mezzo. E' un'orgia tecnologica là fuori e io tento e mantengo la mia musica se stessa più di chiunque altro. Se la gente viene per vedere Deadmau5, voglio che senta Deadmau5"

Il suo stile musicale è facilmente riconoscibile ma difficilmente si inserisce in un genere specifico: lo stesso Joel non sa dare ad esso una definizione più precisa di "musica elettronica, in mancanza di un nome migliore" (in inglese "for lack of a better name", da qui il nome del suo album del 2009). Il suo primo vero album di debutto viene lanciato nel 2005 con il titolo di Get Scraped, poi pubblica in successione gli album Vexillology, Random Album Title, For Lack of a Better Name , 4x4=12 e Album Title Goes Here.

Negli ultimi anni i riconoscimenti sono stati numerosi, il più importante: "Producer of 2007", assegnato dalla rivista DJ Mag, e "deejay/producer/remixer of the year 2008", del portale Beatport; è giunto alla quarta posizione della classifica Top 100 DJs della rivista DJ Mag nel 2010 e nel 2011. Dal 2008 al 2010 è stato eletto "Best Electro House Artist" e "Best Progressive House Artist". Per la festa di chiusura della WMC (Winter Music Conference) del 2010, si sono svolti gli IDMA (International Dance Music Awards), celebrazione nella quale Deadmau5 si è aggiudicato 3 diversi premi: Best Electro Track (Ghosts 'N' Stuff), Best American DJ e Best Artist (Solo).


Deadmau5 è supportato da moltissimi Dj internazionali, in particolare Tiësto e Armin van Buuren lo definiscono l’attuale produttore maggiormente degno di nota. Agli IDMA del 2011 ha vinto i seguenti premi: "Best Dubstep/DnB/Jungle Track", "Best American DJ (North America)" e "Best Artist (Solo)". Un artista promettente e sempre attivo.

Nel frattempo qui trovate il link della sua nuova App per I-phone: 
Deadmau5 Live

Foto by Official Site


Enjoy!


Debora Del Vecchio
Il lato Social
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Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Il dj producer e la produzione della musica elettronica

Come in ogni tipo di musica, il momento più importante è quello della produzione.

Mentre i musicisti tradizionali utilizzano strumenti musicali, nel campo della musica elettronica esistono diverse strade: quella analogica e quella digitale. Per quanto riguarda la produzione attraverso strumenti analogici, i dj producer utilizzano i sintetizzatori, ossia strumenti e tastiere che producono il suono, che viene poi inserito nei vari programmi per la composizione.
Negli ultimi anni però i dj si sono rivolti sempre di più agli strumenti virtuali detti VST, Virtual Studio Technology. Si tratta di uno standard di plugin musicali creato da Steinberg, ideato per creare suoni in modo virtuale. Nasce nel 1997 ed ha successo fin dall'inizio grazie alla semplicità di realizzazione di plugin e alla presenza di un kit di sviluppo software reso pubblico gratuitamente.

Foto by ldandersen on Flickr
La diffusione dei Virtual Studio Technology fu una vera e propria rivoluzione nel campo musicale, infliggendo un duro colpo al mercato dell'hardware musicale. Alcuni produttori di strumenti e dispositivi musicali reali però, anziché soccombere, hanno collaborato con l’informatizzazione musicale. Sia con i sintetizzatori sia con questi strumenti virtuali si creano quindi i veri e propri suoni che andranno poi inseriti nei programmi adibiti alla composizione: i più utilizzati sono Ableton, Logic (Apple), Cubase e Reason. Il programma più utilizzato è Ableton. Questo software è relativamente semplice da utilizzare: ci sono due schermate, di cui la prima in cui si inseriscono le diverse sezioni per percussioni, basso e melodia, e il beat, ossia il ritmo, mentre nella seconda si crea l’arrangiamento, ossia “l’ordine” con il quale vengono inseriti i suoni. 

Foto by  Robert Gourley on Flickr
Quando si parla di produzione, entra in gioco il dj producer, ossia un dj che produce la propria musica che verrà riprodotta da lui stesso o da altri. È importante fare questa distinzione poiché non tutti i dj svolgono questo compito.

In conclusione, la produzione di musica elettronica può tranquillamente essere paragonata a quella della musica normalmente intesa; si tratta di una composizione artistica, e dunque anche i dj producer possono essere definiti veri e propri artisti musicali, anche se moderni.

Elena Masia
Il lato tecnico
S195086

Fonti


Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)


Pro-muoviti

Foto by Paul Mayne on Flickr

Esistono milioni di modi possibili per promuoversi o promuovere una propria passione, dal semplice passa parola al più elaborato “guerrilla marketing” ma oggi, maggio 2014, siamo arrivati a passare più ore nel virtuale mondo del Web che a passeggio fra le strade della nostra città.

Questo senza alcun dubbio segna un memorabile salto generazionale e divide fra l’era digitale e l’era analogica. Il parlare faccia a faccia sta diventando un episodio sempre più raro e le relazioni si stanno lentamente consumando via Internet “disumanizzando” il concetto di rapporto. Da una parte stiamo abbandonando l’idea di doverci alzare dalla nostra poltrona per incontrare le persone a noi care dall’altra, però, ci troviamo a dover condividere non più solo con i nostri vicini di casa, ma con il mondo intero. Tutte quelle barriere che non ci permettevano di vedere al di là del nostro giardino si sono finalmente infrante e la visibilità di ciascuno di noi ha raggiunto nuovi confini.


Foto by ganderssen1 on Flickr

Ma allora qual è il vantaggio di tutto ciò? Immaginate anche solo per un momento di avere uno strumento in grado di mettervi in comunicazione con tutto il mondo direttamente dalla vostra cameretta. Se quello che state cercando è la visibilità e non vedete l’ora di urlare al mondo che voi valete qualcosa, non basta far altro che connettervi al vostro fidato Wi-fi e accedere a Facebook: l’era della promozione digitale è finalmente giunta.



Foto by Lars Plougmann on Flickr

Da qualche anno a questa parte qualsiasi giovane mente che ricerca la promozione online crea la sua personale pagina su Facebook da poter condividere a parenti e amici. Molte di queste pagine altro non sono che un secondo profilo per questi ragazzi. Esse sono utilizzate unicamente per proporre nuovi brani da ascoltare o tenere aggiornati i propri followers su news ed eventi futuri. Un profilo medio su questo social network ha sui 350 amici (fonte) ma se contiamo che basta un minimo di popolarità per arrivare a sfiorare il milione si può capire quanto un post scritto su Facebook possa facilmente raggiungere moltissime persone. 



Foto by Sean MacEntee on Flickr

Scrivere un messaggio e pensare che questo arrivi a tutti i vostri “likers” è, però, pura utopia: soltanto il 20-30% dei vostri “funs” riceverà in bacheca il vostro pensiero. Questo meccanismo è stato adottato dall’introduzione del tasto “metti in evidenza un post” grazie al quale è possibile, tramite un pagamento da 4 a 150€, far visualizzare il vostro messaggio ad un numero di persone elevatissimo. Mentre in passato era sufficiente scrivere un bel post per ricevere i “mi piace” alla vostra pagina, al giorno d’oggi è necessario versare un “contributo” per promuovere i vostri pensieri e ricevere visibilità.


Screenshot by Davide Moraglio

Tutto questo progresso tecnologico ha ingrandito la mole di persone a cui rivolgersi, illudendoci di poter abbattere i vecchi confini, ma ci ha, forse, convinti di avere a portata di mano dei mezzi che in realtà liberi non sono?


Davide Moraglio
Il lato promozionale
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Fonti
L’articolo è stato interamente redatto da me sulla base delle mie conoscenze ed esperienze personali in questo campo. Sono il gestore di una pagina Facebook che conta oltre i 2000 "mi piace" che uso per promuovere quotidianamente i miei lavori di "Digital Art". La pagina in questione è MotherBoardInk



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Monday, May 19, 2014

Tomorrowland, il festival del futuro

Logo del Tomorrowland e relativo slogan ufficiale - by Tomorrowland Official

Tomorrowland è un festival di musica dance ed elettronica tra i più grandi ed importanti d’Europa, nato nel 2004 e tenuto in Belgio nella città di Boom, a soli 16 kilometri da Anversa. L’atmosfera psichedelica e carnevalesca del festival è arricchita da scenografie dal grande impatto visivo, supportate da tecnologie di realizzazione e comunicazione d’avanguardia e da vibrazioni musicali sempre varie ed innovative.

Nel 2014 ricorre il decimo anniversario dalla sua nascita, e per l’occasione il festival raddoppia la sua durata convenzionale, moltiplicando ospiti, affluenza e divertimento nei giorni da Giovedì 17 a Lunedì 21 Luglio e da Giovedì 24 a Lunedì 28 Luglio. Vista la grande affluenza di appassionati ( nell’edizione 2013 più di 180.000 da tutta Europa ) il festival ha provveduto negli anni ad arricchirsi di ogni comfort, dalle immense aree campeggio e bed & breakfast alle docce e sanitari, da mini-bungalov per i clienti VIP alle rampe d’accesso e alle postazioni per disabili.


Dreamville, l'area campeggio di Tomorrowland - Photo by Tomorrowland Official

Elemento chiave del successo di Tomorrowland è la cura dell’ambientazione e l’altissimo livello qualitativo generale del festival. Ogni anno l’organizzazione investe tempo e risorse in gran quantità nella realizzazione delle scenografie, al fine di garantire un’esperienza davvero indimenticabile ai suoi partecipanti. Un esempio? Nell’edizione 2011, tema “Alice nel paese delle meraviglie”, lo spettacolo che si è presentato agli occhi dei partecipanti è stata una riproduzione degli scenari e dei personaggi dell’omonimo romanzo dell’altezza di svariati metri, con arti robotici in movimento durante gli spettacoli e laser scenografici “sparati” direttamente dagli occhi dei personaggi stessi, così come cascate realmente funzionanti e mascottes dai costumi altamente curati e verosimili mescolate nella folla.

Uno dei palchi dell'edizione 2011 "Alice in Wonderland" - Photo by Unprotectedsets

Ci sono circa 20 palchi al Tomorrowland, con differenze di numero di anno in anno in base all’affluenza di visitatori e gli artisti coinvolti. Ogni palco, anche se minore, ha una sua personale veste grafica, sempre nel rispetto dell’immagine generale del festival. Il palco principale ha ovviamente le scenografie più maestose e spettacolari, e non a caso ha visto in questi 10 anni le esibizioni di artisti del calibro di Armin Van Buuren (2005, 2006, 2008), David Guetta (2006, 2008), Swedish House Mafia, Afrojack, e nelle ultime edizioni anche Avicii, Skrillex, Steve Aoki, Carl Cox, The Bloody Beetroots, Pendulum e FatboySlim.

Hardwell sul palco principale dell'edizione 2012 di Tmorrowland - Photo by DJ Pics HD
Un'istantanea dei partecipanti all'edizione 2013 di Tomorrowland - Photo by DJ Pics HD

Peculiarità di Tomorrowland, che ha in buona parte garantito l'affetto e la fedeltà dei suoi appassionati negli anni, è la presenza di aftermovies particolarmente curati, lunghi e accattivanti. Un aftermovie è un video realizzato montando insieme le riprese dei momenti migliori del festival e reso disponibile dopo il suo termine (da after, "dopo" e movie, "filmato"). Solitamente questi video durano da pochi a una decina di minuti, Tomorrowland li propone ogni anno della durata di ben 30 minuti, per la gioia e l’emozione di tutti i partecipanti e degli appassionati che possono ritrovarsi e rivivere quei momenti, o semplicemente sognare ad occhi aperti una futura partecipazione.       




Nel caso aveste ancora qualche dubbio sull’imponenza di Tomorrowland e dell’affetto provato da fans e appassionati di tutto il mondo, poniamo l’accento su un piccolo dettaglio, come si può leggere su Wikifestivals nella sezione trivia: nel 2012 il festival ha fatto sold out dei biglietti in un’ora. Nel 2013? In un minuto.


Andrea Grasso
Il lato eventistico
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Fonti

L'articolo è stato scritto interamente da me, Andrea Grasso, in base alle mie esperienze personali, al materiale recepito durante la partecipazione al festival e alle esperienze raccolte da conoscenti e/o amici. Le immagini presenti nell'articolo sono state ricavate dalle fonti indicate nelle relative didascalie. 

Per i dati tecnici e le ulteriori informazioni ancora non definite, sono state utilizzate, in aggiunta, le seguenti fonti 
> Sito ufficiale Tomorrowland
> Articolo sul Tomorrowland del blog Unprotectedsets


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Wednesday, May 14, 2014

FuturBeats reaches 6.000 YouTube subscribers


Hello there!

Today we turn 6. Thousands.

6.OOO FuturBeatizens who already jumped into the Future.

Are you with us?

FuturBeats.
Promoting the Future.


Monday, May 12, 2014

Fattore X


Talento, carattere, passione o “fattore X”; chiamatelo come volete ma c’è chi sostiene che si nasca con la dote del canto. 


Comunque voi la pensiate ormai da dieci anni a questa parte i talent show orientati verso il mondo della musica stanno intasando qualsiasi rete. Siamo in Inghilterra e nel 2004 Simon Cowell ìdea il format che da lì a poco sarebbe diventato il nuovo tormentone televisivo: nasce X Factor. Cowell è un produttore discografico divenuto famoso per aver partecipato come giurato al programma della Fox “American Idol” (reality show americano che consiste in una competizione canora fra concorrenti) dopo soli due anni da questa partecipazione investe tutto il suo tempo e denaro per la realizzazione di uno dei format più famosi al mondo che dopo aver riscosso un enorme successo in America verrà diffuso su larga scala a oltre 35 paesi di tutto il mondo: il fenomeno X Factor è ormai sulla bocca di tutti.
Il talent show è una gara tra giudici ognuno a capo di una categoria di aspiranti cantanti. Fino alla terza edizione le categorie e quindi i giudici erano 3, dalla quarta sono 4: la categoria “16-24”: artisti dai 16 ai 24 anni, i “Gruppi vocali” e i “+25”: artisti con 25 anni o più. Durante la competizione i rispettivi giudici di ogni categoria assegnano un brano che i cantanti dovranno interpretare e cantare durante la diretta al fine di convincere il pubblico e rimanere nel programma. A fine serata i due cantanti che avranno ricevuto meno voti si sfideranno per non essere eliminati e canteranno il loro “cavallo di battaglia” davanti ai giudici i quali sceglieranno chi di loro può continuare la sua avventura.






Questo particolare format risulta essere estremamente efficace e in grado di farti affezionare notevolmente ai suoi concorrenti anche perché oltre alla tradizionale puntata si è costantemente aggiornati sulla scelta dei brani e sulle quotidiane difficoltà dei cantanti grazie al “Daytime”: appuntamento giornaliero nel quale il conduttore del programma descrive tutte le novità e gli aggiornamenti sui concorrenti e giudici. Grazie a questa modalità oltre all’aspetto del talento canoro subentra il fattore “affezione”: i cantanti in grado di comunicare meglio con il pubblico a casa, o semplicemente quelli più “televisivi” saranno in grado di conquistarsi una grossa fetta di telespettatori semplicemente grazie al forte carisma. Trattandosi di un programma fondato sul televoto i concorrenti popolari andranno molto più in là nella competizione rispetto ai concorrenti, magari vocalmente più bravi, ma con meno personalità.






Portare in televisione la musica è un processo molto rischioso poiché si rischia di rinunciare alla qualità sonora ed interpretativa di un artista per far spazio alla sua vita privata: problemi familiari, drammi o sventure sono all’ordine del giorno in una competizione come X Facort poiché rappresentano una facile scorciatoia per guadagnare ascolti e empatia. Tutta questa sovrastruttura presente in tutte le edizioni del programma danneggia notevolmente la qualità dei talenti in gara e rischia di diventare lo stardard per poter “sfondare” in questo campo. 

La domanda che numerose persone si pongono armai da un decennio è: da quanto si è rivelato necessario “vedere” la musica?


Davide Moraglio
Il lato promozionale
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Fonti
L’articolo è stato interamente redatto da me sulla base delle mie esperienze personali nonché attente valutazioni durante la visione del programma. Nel mio scritto tratto e analizzo le edizioni italiane, Americane e Inglesi di X Factor.




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Sunday, May 11, 2014

Che cos'è FuturBeats?

Che cos'è FuturBeats? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro e parlare di promozione. Quest'ultima, in qualsiasi ambito essa avvenga, è presente nella nostra vita da tempo immemore. Sono pressoché infiniti gli esempi che si potrebbero fornire, dalle sponsorizzazioni e le pubblicità al semplice (ma sempre efficace) passaparola. Che cosa avviene nella promozione? Tendenzialmente una personalità "privilegiata" in un certo campo aiuta, grazie alle sue maggiori possibilità sociali e mezzi (economici e no), una personalità minore, magari nuova arrivata, con l'obiettivo di farne risaltare i valori e le capacità e metterne a frutto le potenzialità.

In questo frangente si inserisce FuturBeats, canale YouTube e pagina Facebook (da qualche mese anche blog!) che sonda e ricerca tra i giovani produttori di musica elettronica i più innovativi, le sonorità più ricercate e le tecniche più raffinate, la freschezza delle idee rivoluzionarie della rete e le mentalità brillanti in attesa di essere portate alla luce, perseguendo la missione sociale di spingere sempre al limite le frontiere del progresso, dandogli però un'ottima colonna sonora. E' questo che rende FuturBeats degno di nota: è sempre sulla cresta dell'onda, sempre un passo avanti, sempre orientato al futuro.


E voi?


Andrea Grasso
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Tuesday, April 29, 2014

Ultra music festival 2014: il centro del mondo è Miami



Più di 165.000 persone e 9.6 milioni di ascoltatori da più di 190 nazioni del mondo in live stream


Si è conclusa da poco la sedicesima edizione dell’Ultra music festival, il festival numero uno in America della musica elettronica. Tre giorni, dal 28 al 30 Marzo, un’invasione di fan e appassionati nelle spiagge di Miami e una diffusione social a dir poco emozionante, dal live stream (fornito dalla stessa associazione Ultra) che ha registrato un totale di 9.665.615 visualizzazioni, al trend #Ultra, che è stato il numero uno per l’intera durata del festival su Facebook e Twitter, garantendogli un posto nella top 10 dei trends mondiali. Il festival ha ospitato, sui palchi minori, più di 100 artisti debuttanti, alle prese per la prima volta con la scena musicale internazionale. Il main stage ha invece ospitato gli artisti più famosi e conosciuti, Tiësto, Kaskade, Eric Prydz e Zedd Venerdì, Martin Garrix, Krewella, Nicky Romero, Alesso, Above & Beyond e deadmau5 Sabato e Jack U (Skrillex & Diplo), Afrojack, Steve Angello, David Guetta e Hardwell Domenica. 









Il palco principale, centro dei riflettori, è stato creato dal direttore artistico Richard Milstein e arricchito dal visual mapping del noto Vello Virkhaus; è stato da loro battezzato “The Vortex”, “il vortice, e questo non a caso: formato da una complessa struttura di pannelli LED intorno alla piattaforma per il DJ curvati in forma conica per dare senso di profondità, cattura l’osservatore, lo coinvolge e lo esalta. Subito al di sotto della struttura, lo stage vero e proprio con lo spazio dedicato al/ai DJ, anche questo arricchito di pannelli LED ed effetti luminosi a ritmo di musica. I palchi minori, generalmente poco valorizzati, sono stati dotati di sistemi visuali analoghi al main stage, a sottolineare l’alto livello e la cura del dettaglio del festival e della serietà della sua organizzazione.







L’associazione non si è fermata alla sola Miami, con il brand “Ultra Worldwide” si ripropone fin dalla sua fondazione (nel 1999) di diffondere il meglio della musica in tutto il mondo. Nei passati 15 anni ha visto sotto il suo marchio passare i migliori produttori, DJ e personaggi della scena musicale proposti nello stesso identico modo di Miami: spingendo le nuove promesse, adottando le tecnologie più avanzate, coinvolgendo talenti di tutti i campi per creare i festival più avanzati del mondo. Ancora oggi, nel 2014, Ultra continua a spingersi oltre il limite, migliorandosi continuamente, a Miami e nel mondo. 


Con date già concluse con successo in Sud Africa e in Giappone, Ultra porterà la magia del futuro e della musica tecnologica in nove regioni e cinque continenti del mondo.

Il ricavato? Secondo un rapporto indipendente del Washington Economics Group, il festival ha generato, nei 6 giorni della versione 2013, un impatto economico totale di oltre 223Milioni di dollari nella sola città di Miami.
E l'affluenza (digitale e no) dell'edizione di quest'anno ha più che raddoppiato le stime dell'anno scorso, e non si hanno ancora dati precisi.

Un biglietto per Miami?


Andrea Grasso
Il lato eventistico
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Il simbolo della rivoluzione della musica elettronica in America



Classe 1988, Sonny John Moore, meglio noto come Skrillex, è un artista a tutto tondo, disc jockey, musicista, cantante e produttore discografico.

All’età di nove anni gli regalarono una chitarra e da quel momento non ha più abbandonato la musica. Scrive per tutta l’infanzia canzoni, passa attraverso alcuni gruppi musicali e alla giovanissima età di sedici anni entra a far parte dei From First to Last che, accortasi delle straordinarie capacità di Sonny, lo promuove a cantante. Dopo alcuni successi il cantante diventra un solista e con l’ultimo album Throne to the Wolves lanciato nel 2010 la band si ferma. Dal 2008 inizia a produrre sotto l’alias Skrillex, e nel 2010 pubblica il suo album di debutto, My Name Is Skrillex con download gratuito.






La sua carriera è seminata di numerose collaborazioni con artisti del calibro di DeadMau5, che portano a grandi risultati e a numerosi premi. Il 2011 si rivela un anno fortunato che vede la fondazione dell’etichetta discografica OWSLA. Sempre nello stesso anno viene dichiarato Best New Entry sulla rivista DJ Mag e nel 2012 si guadagna il decimo posto entrando così nella TOP 10 mondiale. Grazie al suo terzo album Bangarang uscito nel 2012, vince numerosi premi ai Grammy Awards. Nel 2013 pubblica l’EP Leaving caricandolo il giorno dopo la pubblicazione su Youtube. Grazie alle sue collaborazioni e ai numerosi lavori Skrillex vince sei Grammy Awards, e vanta 3 milioni e mezzo di follower su Twitter e 15 su Facebook. Nel 2014 esce Recess, il suo disco di debutto, che vede una particolare pubblicazione una settimana prima per gli utenti che avevano completato la sua app per smartphone Alien Ride.





Questo album è il suo primo lavoro a lungo termine che lo porta davvero allo scoperto, in quanto avendo sempre collaborato con artisti di vario genere non si è mai riusciti a classificare la sua cifra stilistica, nonostante la si possa riassumere con un piccolo margine di errore nella dubstep e nel rock (nello specifico: il "Brostep", non a caso la prima traccia dell'album di Skrillex si intitola ironicamente "Tutto è lecito in amore e nel brostep" ).
Contro le critiche il simbolo della rivoluzione della musica elettronica in America afferma:



"Non voglio sprecare energie a spiegare i meriti artistici del dubstep a gente che non può capirli. Ci sono così tanti snob in giro. Ma io vengo dall'hardcore e dal punk rock, dai circoli di quelli che non erano fighetti neanche allora, quindi so bene come fregarmene delle critiche. È solo musica, divertitevi e se non vi piace semplicemente lasciate stare, ballare dovrebbe essere un divertimento. Non dovremmo prenderla così seriamente... non si tratta mica di politica".



Per quanto riguarda le vendite del disco dichiara: 


"Le vendite dei dischi sono assolutamente irrilevanti, misuro il mio successo vedendo la gente che si diverte ascoltando i miei brani".

Perciò per chi ami il genere si goda questo primo e sicuramente non ultimo album e se lo volesse l’11 Luglio il nostro artista sarà in Italia a Villafranca (Verona) per un unico show.


Debora Del Vecchio
Il lato social
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Fonti
> Pagina Wikipedia Skrillex
> Sentireascoltare
> La Repubblica Online





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Monday, April 28, 2014

Alla ricerca del nuovo



Che sia una canzone cantata in playback in una “comparsata” televisiva di domenica pomeriggio o le elettroniche note di un sintetizzatore, la musica rimane musica. 

Quella spettacolare magia in grado di comunicarti più di quanto tu non voglia ammettere. La musica rappresenta la forma d’arte più “variopinta” e personale che possa esistere, essa ci consola ci aiuta a piangere, a sorridere, a scatenarci o ad amare, ritengo che sia da stolti sottovalutare una così bella arte. Ma come si diventa famosi in questo campo? Come fare ad emergere in un mondo così denso di talenti e concorrenza? Come può un giovane musicista innalzarsi da tutta questa “finta qualità”? 



L’impossibilità di conoscere la vera qualità di una traccia “uploadata” è senza alcun dubbio il principale problema della rete.

Siamo giunti ad una situazione di stallo dalla quale viene a galla solo quello che commercialmente è di “facile ascolto” e piace alle masse; il termine “buona qualità” è stato quasi totalmente sostituito da “buone vendite”.
Proprio per questo principio le giovani promesse musicali trovano il loro spazio unicamente su internet, su apposite (o meno) piattaforme per l’upload: Soundcloud, Youtube e Beatport rappresentano i principali e famosi luoghi dove queste promesse si approcciano al fine di ricevere ascolti e popolarità.
Il Web senza alcun dubbio offre ottime e infinite possibilità d’ascolto; internet è la prima porta che ti viene suggerita se sei in cerca del nuovo. Da ogni parte del mondo senza distinzione di sesso, età e religione milioni di persone giornalmente caricano le proprie tracce nella speranza che l’uomo giusto individui il loro lavoro e gli faccia diventare qualcuno. Il vantaggio (e svantaggio) di questo meccanismo è che l’utente medio che ascolta tali tipi di tracce è una persona spesso incompetente in questo campo e senza un apposito background per poter scegliere cosa sia di qualità e cosa no; tale utente si ritrova a fare semplicemente zapping su questi appositi siti fermandosi alla prima traccia che reputa commercialmente buona.




Il medesimo ragionamento è stato adottato ormai da molti anni nei format televisivi dei talent show musicali. Da “X-factor” ad “Amici”, il concetto di fondo è lo stesso: milioni di concorrenti, fino al giorno prima sconosciuti ai mercati, esordiscono in diretta dopo un breve percorso di casting per guadagnare visibilità, nella speranza che una volta concluso il programma le case discografiche più importanti li accolgano fra le loro braccia al fine di guadagnare il più possibile su un prodotto forgiato dal televoto Nazionale e quindi commercialmente popolare. L’immagine di un cantante o più semplicemente la sua vita privata stanno ormai prendendo il posto di quell’antico e puro suono che vecchie radio erano in grado di comunicarci, senza neanche accorgercene stiamo sostituendo il sonoro con il visivo. Ma in fondo “parlare di musica e come ballare di architettura” diceva l’insuperabile Frank Zappa, quindi smettete di leggere queste poche righe, accendete la radio, e abbandonatevi al sensuale suono di una chitarra. 


Davide Moraglio
Il lato promozionale
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Fonti
L’articolo è stato interamente redatto da me sulla base delle mie conoscenze ed esperienze in campo musicale. Ho intervistato diverse persone per approfondire questo scritto: prima fra tutti la docente del mio istituto musicale Maria Carla Cantamessa, docente di musica e insegnante di flauto traverso; Enrico Castelli, insegnante di danza presso “Free steps crew” e Paolo Paglia, direttore d’orchestra e laureato in Composizione presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Torino.



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Saturday, April 26, 2014

La nascita e l'evoluzione della strumentazione nella musica elettronica




La musica elettronica per definizione è tutta la musica prodotta o modificata da apparecchiature elettroniche.

I primi strumenti propriamente elettronici vennero realizzati a partire dal 1900: tra questi ci sono il telharmonium, inventato nel 1897 da Thaddeus Cahill, il Theremin, inventato nel 1919 dall’omonimo Lev Theremin e l’Onde Martenot, nato nel 1928, che fu il primo apparecchio elettronico a diffondersi poiché considerato uno dei migliori strumenti, e rimasto sul mercato fino alla metà degli anni cinquanta. I primissimi esperimenti risalgono al 1700, quando si tentava di utilizzare forze elettrostatiche per produrre suoni. Parallelamente, durante gli anni quaranta, vennero costruiti i primissimi modelli di sintetizzatori, ossia apparati in grado di riprodurre suoni. In seguito alla seconda guerra mondiale ci fu poi il miglioramento delle tecniche di registrazione e ciò permise la diffusione dei primi studi elettronici.




Con la musica elettronica è indispensabile considerare la figura del dj: il dj nasce con i primi esperimenti radiofonici, quando le trasmissioni mandavano in onda la musica utilizzando grammofoni, e in seguito giradischi. Il DJ aveva sia il compito di intrattenere i radio ascoltatori e selezionare i dischi, sia quello di “mixarli”. Nasce così l’arte del mixaggio, ossia la sovrapposizione di due dischi a tempo. Con l’avvento della disco music, il dj diventa l’artefice del successo della serata. La discoteca diviene quindi un luogo di appassionati della disco music in cui era il dj a creare la giusta atmosfera. Nascono infatti le prime star tra cui Frankie Knuckles. Dalla Disco Music, dove il dj si limitava a mixare i brani, si passa all’House Music, che era prodotta dai dj stessi. Essa nasce in America e si diffonde rapidamente in tutto il mondo occidentale, dove le vere star sono i dj e non i cantanti. L’House Music lascia al passo al filone di musica elettronica.




Fino agli anni novanta venivano utilizzati i giradischi. I più famosi sono sicuramente quelli della Technics, fabbricati dal 1972 fino al 2010; essi nascono come giradischi di alta fedeltà e vennero adottati dai dj. Con l’avvento dell’era digitale sono poi arrivati i cdj e le consolle digitali. Nel 1990 la Pioneer lancia sul mercato il primo cdj della storia, il cdj 100, che va a sostituire i giradischi. Il CDJ è semplicemente un riproduttore di CD audio e di supporti USB creato per facilitare il lavoro dei DJ. Nelle consolle digitali, quindi, sono stati messi tutta una serie di controlli che con i vinili venivano fatti manualmente. Il più importante è sicuramente il Pitcher che permette di sincronizzare la velocità dei due brani, in genere ai 128 BPM (beats per minute). Al giorno d’oggi esistono molti DJ ancora legati alla tradizione del vinile. Essi infatti utilizzano il sistema Timecod, ossia vinili con un algoritmo inciso che permettono di suonare tracce digitali con i giradischi.




L’era digitale non ha stravolto le “regole” della musica elettronica, ma ha sicuramente facilitato il compito del DJ e ampliato le gamma di effetti che in analogico sarebbero inimmaginabili.


Elena Masia
Il lato tecnico
S195086


Fonti
> Pagina Wikipedia CDJ
> Pagina Wikipedia Technics SL-1200
> Pagina Wikipedia Disk Jockey
> Pagina Wikipedia Sintetizzatore
> Pagina Wikipedia Musica Elettronica
> Forum Virtualdj, topic generale relativo al Timecode





Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Tuesday, April 15, 2014

FuturBeats Staff - Davide Moraglio, il lato promozionale



Davide Moraglio  -  Il lato promozionale di FuturBeats

Ecco il quarto ed ultimo (ma non per importanza!) membro dello staff, Davide Moraglio, matricola S194589.
Si occuperà di tutto ciò che è legato al debutto dei nuovi artisti sulla scena. Dai talent shows alle piattaforme di condivisione delle tracce; dai concorsi ai lanci promozionali.
Se vuoi sapere come i grandi della musica hanno sfondato, lui sa tutto.

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FuturBeats Staff - Andrea Grasso, il lato eventistico


Andrea Grasso  -  Il lato eventistico di FuturBeats

Ecco il terzo membro dello staff, Andrea Grasso, matricola S194868.
Si occuperà di tutto ciò che è legato alla sfera mondana della musica elettronica, dai festival ai concerti; dagli eventi privati alle manifestazioni culturali. Che cosa succede ad un dj che esce di casa? Lui lo scopre.


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